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I Santi Patroni

 

I santi Cirillo e Metodio hanno portato a compimento nel IX secolo l’opera di evangelizzazione tra i popoli slavi. Originari di Tessalonica ed intrepidi testimoni del Vangelo sono stati i capostipiti del folto gruppo di apostoli che hanno lavorato attivamente al servizio di Cristo fra i popoli slavi.
Pur avendo la possibilità di intraprendere brillanti carriere politiche, questi due Fratelli si dedicarono totalmente al Signore. Su richiesta del Principe Rastislav della Grande Moravia all'Imperatore Michele III, furono inviati ad annunciare ai popoli dell'Europa centrale la fede cristiana nella loro propria lingua. Essi dedicarono così la loro vita a questo compito, affrontando non poche difficoltà e sofferenze, persecuzioni e prigionia, e divenendo entrambi esempi luminosi di dedizione alla causa di Cristo e di amore ai fratelli assetati della Verità evangelica.

A loro ben si applicano le parole di san Paolo: "Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (1 Cor 9, 16). Aprendo il proprio animo ai cristiani di Corinto, l'Apostolo esprime la consapevolezza della necessità e dell'urgenza dell'annuncio evangelico. Egli lo sente come un grande dono ma anche come un irrinunciabile impegno: un vero e proprio "dovere" (cfr ibid.), del quale porta la responsabilità in comunione con gli altri Apostoli. Con il suo farsi "tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno" (ibid., 22), egli ci mostra come ogni evangelizzatore debba imparare ad adattarsi al linguaggio dei suoi ascoltatori, per entrare in sintonia profonda con loro.
Questo brano, scelto per la liturgia dei due Santi fratelli, esprime quanto hanno compiuto in modo mirabile: tutta la loro missione è stata tesa ad "incarnare" la Parola di Dio nella lingua e nella cultura slava. A loro si deve la trascrizione dei testi sacri e liturgici in lingua paleoslava mediante un nuovo alfabeto. Per mantenere salda la comunione ecclesiale, essi vennero a Roma ed ottennero l'approvazione del Papa Adriano II. Fu proprio a Roma che, il 14 febbraio 869, morì Cirillo, mentre Metodio, consacrato Vescovo per il territorio dell'antica diocesi di Pannonia e nominato Legato Pontificio per le genti slave, proseguì il compito missionario che aveva intrapreso insieme col fratello.
Entambi sono stati araldi sapienti del Vangelo nell’Europa orientale e continuano anche oggi ad insegnare agli evangelizzatori del nostro tempo il coraggio dell'annuncio e l'atteggiamento necessario per inculturare la fede.
(Stralcio dell’omelia di Giovanni Paolo II nella sua visita alla nostra parrocchia il 15 febbraio 1998)

 

Giovanni Paolo II li ha proclamati Compatroni d'Europa, rendendo "il loro ricordo particolarmente vivo ed attuale ai nostri giorni" (Enc. Slavorum apostoli, n. 1)

 

 

NOSTRI SANTI PATRONI

 

 

Bibliografia più accessibile:

    • Enciclica Slavorum apostoli, di Giovanni Paolo II.
    • AA.VV. Cirillo e Metodio, i Santi Apostoli degli Slavi. Ed. Pontificio Istituto Orientale, Roma 1964.
    • M. Lacko, Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi, La Casa di Matriona, Milano, 1982
    • V. Peri, Cirillo e Metodio, le biografie paleoslave, ed. E.O. Milano, 1981
    • A.E. Tachiaos, Cirillo e Metodio. Le radici cristiane della cultura slava, Jaca Book, Milano 2005
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